Intervista al regista Stuart Beattie

Sulle pagine (digitali) di Portable.tv è apparsa qualche mese fa un’intervista al regista di “The Tomorrow Series: Il Domani che Verrà”, Stuart Beattie. Vediamo un po’ di scoprire qualcosa in più sul film attraverso le sue parole!
Hai una grande reputazione come sceneggiatore, cosa ti ha fatto scegliere “The Tomorrow Series: Il Domani che Verrà” come primo lavoro da regista?
Ho sempre voluto cimentarmi con la regia e avevo raggiunto uno stadio come sceneggiatore in cui mi sentivo pronto a fare questo passo. Volevo che il mio primo film fosse australiano, commerciale e soprattutto una grande storia. “Il Domani che Verrà” era tutte queste cose.
Stuart, il libro da cui prende spunto il film è parecchio amato da generazioni di australiani. Come hai gestito la pressione dell’adattamento libro-film?
Penso che la chiave sia nell’amare il libro allo stesso modo dei fan, altrimenti non ha senso accettare il lavoro. E’ solo perché mi piace tantissimo il libro che ho accettato di adattarlo e ho combattuto per dirigere il film. Mi sono sentito protettivo verso il libro e volevo assicurarmi che arrivasse sul grande schermo “intatto”. Poi ho cercato di fare la migliore versione del film che vorrei vedere come fan e spero che la maggior parte dei fan siano d’accordo. Ho abche tenuto una copia del libro con me sul set ogni giorno e ricordato costantemente al cast e alla troupe che quello era ciò verso cui dovevamo tutti tendere.
Hai una manciata di altri lavori di scrittura nelle opere al momento, ci sono piani di dirigere questi o altri film?
Mi piacerebbe dirigere alcune delle sceneggiature che ho scritto. Le ho tutte molto a cuore e mi piacerebbe vederle sullo schermo. Amo dirigere e spero di poter continuare a farlo.
A giudicare da ciò che vediamo nel trailer, “Il Domani che Verrà” sembra film epico d’avventura/azione, in particolare per gli standard australiani. Quale film ti ha ispirato dal punto di vista estetico e tematico?
Esteticamente, Il Signore degli Anelli, Salvate il soldato Ryan, Heat, Aliens, e Max Mad. Tematicamente, Il signore delle mosche, Salvate il soldato Ryan (di nuovo), Alive, L’avventura del Poseidon, e I cannoni di Navarone.
Molto è stato detto circa la reputazione e il futuro dell’industria del cinema australiano, come la vedi rappresentata sia a livello locale che internazionale?
Penso che ogni industria del cinema abbia bisogno di un sano equilibrio di diversi tipi di film e negli anni scorsi abbiamo visto una svolta marcata in quella direzione. Più commedie, thriller, orrore, e ora l’azione/avventura. Speriamo che continui perché la gente in tutto il mondo ama i film australiani e vuole vederne di più e noi, in quanto australiani, abbiamo un sacco di grandi storie da raccontare.


